Il romanzo a cui sto lavorando è intitolato “IL DOMINIO DELLA MATERIA”.
In realtà non ho ancora scritto molte pagine, ma in compenso ho
raccolto materiali e idee sufficienti per dedicarmi ad una stesura
coerente. Con questo non voglio dire che tutto è già
stato stabilito, ma solo che i luoghi sono stati strutturati e che i
personaggi (i loro caratteri avranno bisogno di tempo per emergere) vi
si stanno ambientando. E gli argomenti trattati? Un vero romanzo non
affronta problemi, non racconta storie, non pone domande e non risponde
alle aspettative: un vero romanzo nasce con l’ambizione di
costruire un universo possibile, credibile, probabile ma non comune,
inatteso e inaudito, un luogo ai margini del caos dove la lingua
è piegata, rivoluzionata, liberata, pronta a rispondere alle
esigenze che la trama e l’ordito di volta in volta
richiederanno. Il romanzo è il luogo della complessità,
è irriducibile negli schemi abituali, produce irrequietezza nel
lettore. Come lo scrittore sa bene - dice il filosofo contemporaneo
Mark Taylor - il piacere del testo non è la soddisfazione che se
ne trae ma l’insoddisfazione che genera. E ancora:
“L’equilibrio della soddisfazione è sintomo di
morte; la turbolenza dell’insoddisfazione è impulso
vitale. Se la scrittura ha un senso, è quello di lasciare tutti
e tutto perennemente irrisolti.”
Ebbene, è proprio questa la letteratura che cerco nei libri che
leggo, quella che anima i libri che ho scritto, la stessa che troverete
in quelli che spero di scrivere ancora.
Del “Dominio della Materia” ho messo a vostra disposizione
un piccolo estratto, la Premessa del libro, una excusatio che è
un po’ una dichiarazione d’intenti. Buona lettura!